Il coach dell’Under 16 della Pirossigeno Cosenza Basket analizza la sconfitta di misura: tra difficoltà contro la zona avversaria, momenti positivi e cali di concentrazione, l’obiettivo resta uno solo, costruire continuità mentale e far maturare i ragazzi, prima come uomini e poi come atleti.
Coach, perdere una partita per un solo punto quanto pesa, soprattutto a livello emotivo?
Perdere per un punto fa male, inutile nasconderlo. Però, come ho già detto in altre occasioni, questo tipo di partite fa parte del percorso di crescita dei ragazzi. Non è solo un cammino tecnico, ma anche e soprattutto umano e mentale. Stiamo lavorando molto su questo aspetto: restare dentro la partita con la testa, dall’inizio alla fine. La difesa a zona degli avversari ci ha messo in difficoltà, soprattutto nella fase offensiva, e il match è stato molto spezzettato. Nonostante questo, ci sono stati diversi momenti positivi, in cui siamo riusciti a esprimere il nostro gioco e a rimanere competitivi. Ora il passo in avanti che dobbiamo fare è proprio sulla continuità mentale, perché a questi livelli è fondamentale restare lucidi e concentrati per tutta la gara
In alcuni, in alcuni frangenti della partita i ragazzi sono mancati, forse un po’ di concentrazione…
Esatto. È proprio su questo aspetto che stiamo lavorando con i ragazzi: riuscire a mantenere la calma nei momenti più delicati della partita, senza perdere lucidità. Allo stesso tempo serve tenere una tensione positiva e costante per tutta la gara, quella giusta intensità che ti permette di essere solido nei possessi, soprattutto in quelli chiave. È un passaggio di crescita che ancora manca, ma fa parte del loro percorso di maturazione, non solo come giocatori in campo, ma anche come gruppo nello spogliatoio
Dopo la partita vi siete confrontati nello spogliatoio, come hai trovato i ragazzi?
Li ho trovati sicuramente tristi e delusi, ed è normale dopo una sconfitta così. Ma anche questo fa parte del gioco e del percorso di crescita. Sono momenti che devono esserci, perché aiutano i ragazzi a maturare, prima ancora che come giocatori, come persone. L’obiettivo è accompagnarli passo dopo passo a diventare uomini e atleti pronti ad affrontare campionati più impegnativi, dalla Serie D alla Serie C e oltre. È quello che speriamo tutti e per cui lavoriamo ogni giorno