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Sergio Madrigrano: «Alla Pirossigeno per diventare un giocatore completo»

L’ala piccola del vivaio rossoblù si racconta: «Il calore del pubblico ci carica, Ginefra e Guzzo sono maestri preziosi. In Under 19 più responsabilità, in prima squadra imparo i dettagli»

Non tradisce emozioni, Sergio Madrigrano, e davanti a taccuini e telecamere ha lo stesso piglio che dimostra sul parquet. Lo abbiamo incontrato a poche ore dal quarto successo consecutivo della Pirossigeno Cosenza Basket nel campionato Under 19. Il promettente talento della cantera rossoblù sta vivendo una stagione ricca di stimoli tra la DR1 e l’Under 19. E ci ha svelato di quanto conti il calore di un PalaPirossigeno sempre pieno, della scuola quotidiana con giocatori esperti come Ginefra e Guzzo, del barcamenarsi tra i due campionati e di come ciò lo stia aiutando a diventare un giocatore completo.  Eppoi l’entusiasmo per la striscia di vittorie – 6 in DR1, 4 in Under 19 – l’importanza dei movimenti senza palla e la maturità di chi, a soli 18 anni, sa già che la strada del miglioramento è infinita…

Come stai vivendo questa nuova avventura con la Pirossigeno Cosenza Basket e qual è l’aspetto che più ti sta conquistando di questo progetto?

È un’avventura davvero stimolante. Quello che mi colpisce di più è il calore del pubblico: al palazzetto c’è sempre tanta gente e sentire questo sostegno, partita dopo partita, è una spinta enorme. Anche la striscia di vittorie che abbiamo costruito sta alimentando entusiasmo, sia attorno alla squadra sia all’interno del gruppo.

La stagione di Serie DR1 è ancora lunga, ma se dovessi tracciare un bilancio personale a oggi?

Sono molto contento, sia per come sta giocando la squadra – i risultati finora parlano per noi, anche se la strada è ancora lunga – sia per la mia crescita personale. Confrontarmi ogni giorno con giocatori come Simone Ginefra e Niccolò Guzzo è un’opportunità preziosa: impari tantissimo solo allenandoti con loro.

Quali aspetti del tuo gioco senti di aver migliorato e su cosa vuoi lavorare ancora?

C’è sempre molto da migliorare, ma mi sento cresciuto soprattutto nel gioco senza palla. Grazie ai consigli di Simone Ginefra sto imparando a muovermi meglio e a essere più pericoloso in fase offensiva. È un passo importante per completare il mio bagaglio tecnico.

Vieni impiegato con continuità sia in prima squadra che nell’Under 19. Come gestisci questo doppio impegno e cosa ti sta dando questa esperienza?

È un’esperienza bella e formativa. Sono già un paio d’anni che vivo la doppia categoria e ormai ho trovato il mio equilibrio. I due campionati sono molto diversi: in DR1 magari hai qualche responsabilità in meno, mentre nell’Under 19 il gioco cambia e devi prendere più iniziative. Alternare le due realtà mi stimola e mi aiuta a crescere sotto ogni punto di vista.

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