Il nuovo allenatore della Pirossigeno si presenta: 32ª stagione in panchina. La volontà del coach pugliese è far crescere i giovani e portare la sua esperienza in riva al Crati
Si volta pagina in casa Pirossigeno Cosenza Basket. Dopo la storica promozione in Serie C, la società rossoblù ha scelto di affidare la panchina a Sergio Carolillo, tecnico di lunga esperienza che lascia la Puglia dopo una carriera costellata di successi per sposare il progetto dei Lupi. Alla sua 32ª stagione in panchina, Carolillo si presenta con l’entusiasmo di chi ha ancora fame di stimoli e la consapevolezza di chi sa che il lavoro di gruppo è la chiave per costruire qualcosa di duraturo.
Arrivi a Cosenza dopo una carriera costellata di successi in Puglia. Cosa ti ha convinto a sposare il progetto della Pirossigeno, società neopromossa in Serie C?
L’anno prossimo sarò alla mia 32ª stagione. Mi ha convinto la possibilità. E Simone Ginefra ha avuto un ruolo importante. È un’occasione capitata quasi per caso: un collega, Antonio Cristofaro, aveva parlato di questa società a Ginefra, della mia disponibilità. Avevo voglia, onestamente, di uscire dalla Puglia per affrontare una nuova esperienza. Mi hanno raccontato di un progetto serio, di una società seria. Alla mia età non ho bisogno di farmi una carriera, ma di progetti interessanti, stimolanti, e questo mi sembra uno di questi.
La Pirossigeno ha costruito il suo successo su un basket dinamico e su una forte identità di gruppo, valorizzando i giovani del territorio. Tu hai già avuto esperienze importanti in questo senso. Come intendi coniugare la tua filosofia di gioco con le caratteristiche del gruppo che troverai a Cosenza?
Quando si trova un gruppo ben formato, che tra l’altro viene da un campionato vinto, bisogna capire solo in che cosa si può migliorare, senza stravolgere troppo. La mia filosofia è molto semplice: difesa, letture, libertà di espressione per i giocatori, senza ingabbiarli in inutili tatticismi. Sono convinto di poter fare bene, di portare a Cosenza la mia esperienza, ma poi è il lavoro di tutti insieme che conta. La cosa più importante, come sempre, sarà mantenere il gruppo e, insieme, cercare di raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati con la società.
Hai firmato un contratto biennale, un segnale chiaro della fiducia che la società ripone in te. Quanto conta per un allenatore avere il tempo per costruire un progetto senza l’ansia del risultato immediato? E come intendi utilizzare questo tempo per dare un’impronta stabile alla squadra?
La società mi ha offerto un biennale, che ti dà la garanzia di lavorare tranquillo. Però non possiamo — né io, tantomeno la squadra — appoggiarci su queste situazioni. Vengo a Cosenza perché mi hanno chiesto di far compiere un salto di qualità a tutta la squadra. I giocatori sono importanti, la mia presenza è importante. Ma alla fine il biennale ti dà la misura della serietà della società, della voglia di progettare — che di questi tempi non è facile trovare — e della voglia di crescere di una realtà che fino all’anno scorso giocava in Serie D. Sono felice di far parte di questo progetto e metterò tutto il mio impegno per ottenere i risultati sperati.
Quali sono gli obiettivi che ti poni per la prossima stagione? E cosa serve, secondo te, per affrontare al meglio il campionato di Serie C e confermare la Pirossigeno tra le protagoniste del panorama cestistico del Sud?
Guarda, onestamente, fare promesse su queste cose è difficile. Quello che posso affermare con certezza è che tutta la squadra darà sempre il massimo impegno, giorno per giorno. Vedremo in che girone ci metteranno: credo che il rischio sia di partecipare con la Campania, e quindi sarà sicuramente un girone tosto, impegnativo. L’unica cosa che possiamo promettere, ripeto, è il massimo impegno, dalla mattina alla sera, e la volontà di far crescere i giovani locali. Mi hanno parlato di under 19 interessanti. Sarò a Cosenza nei prossimi giorni — credo la prossima settimana, o al massimo lunedì 13 — per fare un allenamento, per conoscere tutti: la società, lo staff tecnico che lavorerà con me. Vedremo passo dopo passo, costruiremo, metteremo prima le basi e poi, tutti insieme, una squadra che ci dovrà dare soddisfazioni.