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Milo Geri: «Sfidiamo la capolista Pirossigeno con entusiasmo e un po’ di stanchezza…»

Il coach della Lumaka Reggio Calabria alla vigilia dello scontro al vertice: «I miei ragazzi sono giovani e motivati. Giocheremo la nostra partita, senza l’assillo di dover vincere a tutti i costi»

Tanti impegni e allenamenti intensi, la Geremia Lumaka arriva con un po’ di stanchezza ma con grande entusiasmo alla sfida che potrebbe ribaltare la classifica della DR1. Coach Milo Geri racconta la sua squadra poco prima dello scontro diretto con la Pirossigeno Cosenza Basket, stasera alle 17, al PalaPirossigeno. Una formazione, quella reggina, costruita sui giovani del vivaio, arricchita da qualche innesto esperto, uno su tutti Luca Laganà, e guidata con l’obiettivo di crescere senza la pressione di dover arrivare primi. Senior e under devono ancora amalgamarsi perfettamente. E Geri non nasconde le difficoltà del match contro i Lupi, ma guarda alla partita con la serenità di chi sa che il percorso è più importante del singolo risultato. E alla capolista Pirossigeno manda a dire: «Proveremo a giocarcela fino in fondo».

Dopo una sola sconfitta in stagione, come si presenta al match contro la capolista Pirossigeno Cosenza? Quale lezione avete tratto dalla sconfitta contro il Soverato?

Arriviamo a questa partita con grande entusiasmo ma anche con un po’ di inevitabile stanchezza: sarà la quarta gara in una settimana, tra impegni ufficiali e allenamenti intensi. I ragazzi, però, sono molto motivati. La sconfitta con il Soverato è un risultato che ci può stare. Siamo una squadra costruita senza l’assillo di dover arrivare primi: il gruppo è formato principalmente dai ragazzi cresciuti nel settore giovanile della Lumaka, con l’aggiunta quest’anno di Di Luca, Laganà e – come l’anno scorso – di Romeo. Stiamo ancora recuperando al 100% mio fratello, che finora ha giocato nove minuti in tutte e sette le gare disputate: spero di poterlo reinserire già da sabato, perché può darci una mano importante. Abbiamo perso nei minuti finali, fa parte del percorso di crescita: sono giovani, è normale che ci siano alti e bassi

Affronterete una squadra imbattuta in un palasport molto caldo. Quali sono, a tuo parere, i punti di forza più pericolosi dei rossoblù e su quale aspetto del vostro gioco punterete per contrastarli?

La Pirossigeno ha costruito una squadra molto forte e molto competitiva, chiaramente pensata per provare il salto di categoria. Hanno trovato un ottimo equilibrio tra giovani under e giocatori di grande esperienza. Giocare al PalaPirossigeno, con il sostegno del loro pubblico, dà loro un ulteriore vantaggio. Da parte nostra cercheremo di entrare in campo con la mentalità giusta, massima intensità e concentrazione. Sappiamo che sarà una sfida difficile, ma proveremo comunque a giocarcela fino in fondo

Guidi una delle squadre candidate alla promozione. Seconda in classifica, appena dietro proprio alla Pirossigeno Cosenza. Come state gestendo le aspettative e la pressione in vista di questo scontro diretto?

Come dicevo, all’inizio dell’anno non avevamo grandi aspettative di classifica: l’obiettivo era crescere, far fare esperienza ai giovani e costruire una buona identità di squadra. È chiaro che i ragazzi, guardando la classifica, si rendono conto del loro valore e di dove si trovano: un po’ di tensione è normale. Il nostro lavoro è aiutarli a vivere tutto con serenità, sdrammatizzare quando serve e far sì che scendano in campo per divertirsi e continuare a migliorare

Il roster della Lumaka è noto per il suo mix di esperienza e giovani talenti. Quali giocatori, in particolare, si sono messi in luce in questa prima parte di stagione e come si inseriscono nella filosofia di gioco che vuole imporre alla squadra?

Giocatori come Luca, che per noi è un punto di riferimento dentro e fuori dal campo – anche per il suo ruolo nel settore giovanile – sono fondamentali. Lo stesso vale per i fratelli Romeo, che fanno parte dello staff e conoscevano già bene l’ambiente: questo facilita il lavoro con i più giovani. Non è sempre semplice gestire il mix tra over e under: i senior danno consigli, a volte rimproverano, e i ragazzi – che hanno 17 o 18 anni – possono risentirne. Però stiamo lavorando proprio su questo: creare un gruppo unito, che si amalgami sempre meglio e cresca giornata dopo giornata

 

 

 

 

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