Il coach della Nuovo Basket Soverato alla vigilia della sfida contro la capolista: «Punteremo sulla difesa, nostro punto di forza da anni. I giovani? Tuccio è l’unico pronto, gli altri devono crescere»
«I pronostici non sono dalla nostra parte, ma giochiamo in casa e abbiamo il dovere di provarci». Fabio Pirillo, coach della Nuovo Basket Soverato, non cerca sconti alla vigilia della sfida contro la Pirossigeno Cosenza, capolista imbattuta della DR1. Tra autocritiche e consapevolezze, il tecnico disegna il ritratto di una squadra che sulla difesa prova a costruire l’impresa. E mentre spiega i limiti fisici di alcuni giocatori e la crescita ancora incompleta degli under, Pirillo guarda al futuro: «Negli ultimi due anni semifinali playoff, vogliamo continuare a misurarci con le migliori. La nostra forza è il gruppo, quasi lo stesso da sette anni». Una sfida che vale la classifica, ma soprattutto l’orgoglio.
Soverato arriva da due vittorie di prestigio contro Lumaka e Gamian. Con che mentalità affronterete la capolista Pirossigeno Cosenza, e cosa avete imparato da questi ultimi successi?
È giusto ricordare che, tra le due vittorie, c’è stata anche la sconfitta nel recupero di Pellaro: una partita che ci è rimasta un po’ sullo stomaco. Da questi ultimi impegni, però, abbiamo imparato soprattutto una cosa: bisogna saper soffrire. E i ragazzi stanno iniziando a farlo davvero. Contro la Lumaka è stata una gara durissima, soprattutto in casa loro: una squadra forte, che corre tanto ed è molto atletica. A Belvedere, invece, non abbiamo giocato bene. Siamo riusciti a portarla a casa con carattere nel finale, ma abbiamo sofferto moltissimo contro una formazione che, sulla carta, era più alla nostra portata. Quindi, più che certezze, quella partita ci ha mostrato su cosa dobbiamo ancora lavorare. La Pirossigeno la affronteremo con lo spirito di chi gioca ogni partita fino all’ultimo possesso. È chiaro che i pronostici non sono dalla nostra parte, ma giochiamo in casa e davanti al nostro pubblico abbiamo il dovere di provarci. Rispetto per tutti, paura di nessuno. E soprattutto senza il peso di dover vincere a tutti i costi.
Quali sono gli aspetti del loro gioco che vi preoccupano di più e su quali vostre qualità contate per spezzare la striscia positiva dei rossoblù?
Più che gli aspetti del gioco della Pirossigeno, ciò che mi preoccupa davvero è la nostra condizione fisica: alcuni ragazzi, fin dall’inizio della stagione, non sono al meglio e questo si vede durante le partite, quando andiamo un po’ in affanno. È inutile nasconderlo. Detto questo, so bene su cosa possiamo contare per provare a spezzare la loro striscia positiva: la difesa. Da anni abbiamo un impianto solido, siamo una squadra rodata e sappiamo lavorare bene nella nostra metà campo. E poi c’è la nostra capacità di accenderci come gruppo, di giocare un basket corale quando tutti siamo mentalmente presenti. Su questo voglio puntare: sulla compattezza e sull’identità che ci siamo costruiti nel tempo.
In queste ultime partite, abbiamo visto un Soverato grintoso e compatto. In cui sono presenti anche degli under: come state gestendo la crescita dei giovani nel roster?
Sugli under c’è ancora tanto lavoro da fare. A oggi, l’unico che sta realmente riuscendo a darci una mano nelle rotazioni è Lorenzo Tuccio che quando viene chiamato in campo dà sempre il massimo, si sacrifica e porta energia. Gli altri ragazzi stanno crescendo, ma non sono ancora pronti per ritagliarsi spazio con continuità, e infatti per ora giocano poco. È una responsabilità che mi assumo, il mio compito è aiutarli a migliorare, lavorare su di loro e metterli nelle condizioni giuste per fare un passo alla volta. La loro crescita è un percorso, e noi vogliamo costruirlo bene.
La tua squadra sta dimostrando di poter competere con le migliori. Quali obiettivi vi siete posti per questo campionato e come vedi la crescita del tuo gruppo nel contesto regionale?
Il nostro obiettivo, come ogni anno, è arrivare il più lontano possibile. Non solo perché questo ti permette di giocare tante partite, ma perché i playoff regalano un basket diverso: gare da dentro o fuori, adrenalina più alta, un entusiasmo che la regular season non può dare. Negli ultimi due anni siamo arrivati alle semifinali: due stagioni fa abbiamo perso 2-0 contro Castrovillari, lo scorso anno 2-1 con la Smart. È un percorso di crescita, e noi vogliamo continuare a misurarci con le migliori. Non abbiamo l’ansia di dover vincere a tutti i costi, non siamo una squadra costruita per “dominare”, ma per competere, migliorare e provare a toglierci qualche soddisfazione. E finora lo stiamo facendo. Per quanto riguarda la crescita del gruppo, posso dire che negli anni è stata costante. Questo è il mio settimo anno a Soverato e, a parte qualche inevitabile variazione dovuta a impegni di lavoro o all’età, il nucleo è rimasto quasi sempre lo stesso. E il valore dei ragazzi, sotto ogni aspetto, sta aumentando stagione dopo stagione.