«Siamo partiti forte, poi un piccolo calo nel secondo quarto, ma la cosa importante è che non abbiamo mai perso il controllo. I punti arrivano dal lavoro di tutti, Ginefra mi ha cercato sempre. Quando c’è fiducia, tutto diventa più semplice»
Prestazione maiuscola per Pietro Guido. Il giovane talento della Pirossigeno Cosenza Basket è stato tra i grandi protagonisti della vittoria contro la Vis Reggio Calabria (76-62), chiudendo la serata con 21 punti, tanta sostanza sotto le plance e preziosi palloni recuperati. A fine gara, però, Guido tiene a sottolineare come il suo score sia figlio del lavoro corale. «Sì, è vero, alla fine sono risultato il miglior realizzatore della squadra, ma sinceramente non lo considero un merito personale – spiega –. I punti arrivano sempre grazie al lavoro di tutti. Questa sera i miei compagni mi hanno messo nelle condizioni migliori per segnare e la partita è stata il frutto di un gioco di squadra molto solido. In particolare Ginefra mi ha cercato spesso, appena aveva l’occasione mi passava la palla e questo mi ha permesso di trovare buoni tiri. Quando c’è fiducia tra compagni e la squadra gira bene diventa tutto più semplice anche a livello individuale. Quindi sì, i 21 punti fanno piacere, ma sono soprattutto il risultato del lavoro collettivo: senza l’aiuto dei miei compagni e senza la loro fiducia non sarebbero arrivati. Alla fine quello che conta davvero è la prestazione della squadra e il fatto di aver giocato insieme con la giusta intensità». L’analisi si sposta poi sull’andamento del match, con un avvio sprint e un lieve calo nella seconda frazione: «Siamo partiti molto bene, con l’atteggiamento giusto e grande intensità. Poi, soprattutto nel finale del secondo quarto, abbiamo avuto un piccolo calo di attenzione che ha permesso agli avversari di rientrare un po’ in partita. Sono momenti che possono capitare durante una gara, specialmente quando il ritmo è alto. La cosa positiva, però, è che siamo riusciti comunque a rimanere avanti nel punteggio, senza perdere completamente il controllo della partita. Questo è stato fondamentale perché ci ha permesso di rientrare dagli spogliatoi con la giusta mentalità. Nel terzo quarto abbiamo ripreso a giocare come sappiamo, con più concentrazione e maggiore ordine in campo, e da lì siamo riusciti a gestire meglio la gara. Restando uniti e continuando a giocare di squadra abbiamo mantenuto il vantaggio fino alla fine, che era l’obiettivo principale».