Il coach della Gamian Belvedere, alla vigilia del match casalingo con la Pirossigeno Cosenza, analizza la sfida: «Siamo una realtà giovane in crescita. Loro sono l’organico più attrezzato del campionato»
Stasera alle 18, il Palasport di Belvedere ospita una delle sfide più attese dell’11ª giornata di DR1: l’ambiziosa Pirossigeno Cosenza Basket, reduce dalla prima sconfitta stagionale, affronta la coriacea formazione di casa, tradizionalmente insidiosa tra le mura amiche. Andrea Perrone, allenatore della squadra tirrenica, accoglie la sfida con il pragmatismo di chi sta costruendo un progetto a lungo termine. Reduce da un turno di riposo, dopo due sconfitte combattutissime contro Soverato e la capolista Lumaka, Perrone delinea con schiettezza il divario tra le due realtà, ma allo stesso tempo mostra la determinazione di un gruppo giovane che punta a rendere la vita difficile ai rossoblù, facendo leva sull’entusiasmo, sul fattore campo e sulla propria identità di gioco.
Nell’ultimo turno avete riposato e arrivavate da due partite molto combattute contro Soverato e la capolista Lumaka…
Abbiamo sfruttato questa pausa soprattutto per ricaricare le energie, sia dal punto di vista fisico che mentale, dopo due match molto impegnativi. Sono arrivate due sconfitte, ma contro Soverato e contro la capolista Lumaka la squadra è sempre rimasta in partita, senza mai mollare, dimostrando carattere e spirito competitivo. Va anche detto che abbiamo affrontato avversari più attrezzati e strutturati di noi per questo campionato. La nostra è una realtà alla prima esperienza in Serie DR1: veniamo dalla vittoria del campionato di DR2 e la società ha scelto consapevolmente una crescita graduale, fatta di piccoli passi. Per una realtà come Belvedere, essere a questo livello rappresenta già un risultato importante. Arriviamo quindi alla sfida con la Pirossigeno con grande rispetto, ma anche con la consapevolezza del lavoro che stiamo portando avanti e della voglia di continuare a crescere partita dopo partita.
Quali aspetti del gioco dei Lupi pensate di poter mettere in difficoltà e quali, invece, vi preoccupano di più?
Affrontiamo Cosenza con la piena consapevolezza di trovarci di fronte a una società e a una squadra costruite per il salto di categoria. Personalmente ritengo che sia l’organico più attrezzato dell’intero campionato. La sconfitta contro Lumaka forse non era preventivata, ma in un torneo lungo e impegnativo può capitare una battuta d’arresto e non cambia certo il valore di una squadra di questo livello. Le difficoltà che una formazione come Cosenza può creare sono molteplici. Dal canto nostro cercheremo di restare fedeli alla nostra identità, di esprimere il nostro gioco e di sfruttare al massimo il fattore campo, provando a dare fastidio e a rendere la partita il più complicata possibile. Siamo consapevoli di affrontare una vera corazzata, con obiettivi ambiziosi e legittimi. Noi arriviamo a questa sfida con grande rispetto, senza pressioni particolari, ma con la voglia di giocarcela e di continuare il nostro percorso di crescita.
Il Belvedere, tradizionalmente, tra le mura amiche è una squadra che alza notevolmente il suo livello, riuscendo sempre a imporre partite complicate agli avversari. Qual è il vostro segreto per questo rendimento in casa…
Non parlerei di un vero e proprio segreto. Alla base di questo rendimento c’è soprattutto la voglia dei ragazzi di dimostrare il proprio valore. È un gruppo molto giovane, composto in gran parte da ragazzi di 18, 19, 20 anni – in alcuni casi anche più piccoli – che lavorano con grande entusiasmo e mi seguono in tutto, dando sempre il massimo. È vero che in casa riusciamo spesso a tirare fuori qualcosa in più: il fattore campo è stato un elemento importante già dalla scorsa stagione, quando non abbiamo mai perso tra le mura amiche. Detto questo, sappiamo bene che contro squadre di alto livello, come Cosenza, questo da solo non basta. Proveremo comunque a rendere la partita complicata, puntando sulla nostra identità, sull’energia del gruppo e su quell’entusiasmo che rappresenta la nostra vera forza.
Affrontate una squadra che potrebbe essere leggermente scossa o, al contrario, estremamente determinata a riscattarsi dopo la prima sconfitta…
È chiaro che dopo una sconfitta una squadra come Cosenza arriva ancor più determinata. Paradossalmente, avrei preferito affrontarla dopo una vittoria contro Lumaka, perché una battuta d’arresto spesso accende una voglia di riscatto ancora maggiore. In queste situazioni, c’è sempre il desiderio di dimostrare che si è trattato solo di un incidente di percorso. Dal punto di vista mentale, dobbiamo farci trovare pronti e molto concentrati, aspettandoci un avvio di gara aggressivo e di grande impatto agonistico da parte loro. Il nostro obiettivo sarà quello di restare lucidi, limitare la loro intensità iniziale e non farci trascinare dal ritmo che proveranno a imporre. Detto questo, noi siamo sereni e consapevoli del nostro percorso. Stiamo facendo il nostro campionato e siamo soddisfatti di quanto costruito finora. Siamo una piccola realtà che si confronta con società più strutturate ed esperte, ma lavoriamo con entusiasmo e convinzione. L’obiettivo resta quello di conquistare una salvezza tranquilla e continuare a crescere, partita dopo partita.