Il top scorer del Bagnara Basket carica la sfida di oggi pomeriggio contro i Lupi. «La vittoria pesante contro Lumaka ci ha dato grande consapevolezza. Contro la prima della classe serviranno intensità e attenzione su tutti, non solo sui big»
Fiducia ritrovata e una vittoria pesante. Andrea Mollica, top scorer del Bagnara Basket con 22,4 punti di media e 60 triple a referto, si presenterà alla sfida di oggi pomeriggio – alle 18 al Palacolor di Pellaro – contro la Pirossigeno Cosenza con la consapevolezza di chi ha battuto nettamente Lumaka, la stessa squadra che qualche settimana fa aveva inflitto ai Lupi l’unica sconfitta stagionale. Abbiamo raggiunto il bomber reggino che ci ha raccontato della sua continuità realizzativa, della forza di un gruppo finalmente in sintonia e della chiave per mettere in difficoltà la capolista.
Partiamo dai numeri: 22,4 punti di media, 60 triple segnate, secondo posto assoluto nella classifica dei tiri da tre. Qual è il segreto di questa continuità realizzativa?
Il segreto è semplice: la fiducia. Tutto arriva da lì. Venivo da due stagioni in cui non ero riuscito a esprimermi al mio livello e avevo bisogno di ritrovare sicurezza nei miei mezzi. L’ho fatto grazie ai miei compagni, che mi cercano con continuità e mi mettono nelle condizioni migliori per tirare. E soprattutto grazie a coach Armando Russo, che ha lavorato molto su di me, aiutandomi a ritrovare ritmo e convinzione dalla linea dei tre punti, che è sempre stata una delle mie caratteristiche principali.
Sabato 31 gennaio, avete battuto la Geremia Lumaka Basket, la stessa squadra che qualche settimana prima aveva inflitto alla Pirossigeno la sua prima e unica sconfitta stagionale. Quanto ha pesato quella vittoria sul morale del gruppo e cosa vi ha lasciato in termini di consapevolezza?
È stata senza dubbio una vittoria pesante. Affrontavamo una squadra che condivideva il primo posto con la Pirossigeno e che poche settimane prima aveva inflitto proprio a loro l’unica sconfitta stagionale. Batterli ha avuto un valore importante soprattutto dal punto di vista mentale. Più che altro ci ha dato grande consapevolezza. A inizio stagione sapevamo quale fosse il nostro potenziale, ma tra qualche partenza e un rendimento un po’ altalenante non siamo riusciti subito a trovare l’amalgama giusta. Essendo un gruppo completamente nuovo, serviva tempo per costruire equilibrio e identità. Con il lavoro quotidiano abbiamo trovato quella compattezza che ci mancava e siamo cresciuti sia dal punto di vista fisico che mentale. La vittoria è stata il frutto di questo percorso: un successo di squadra, perché tutti abbiamo contribuito. Ci dà forza, fiducia nei nostri mezzi e ci proietta con entusiasmo verso la prossima sfida contro quella che oggi è la squadra da battere.
Coach Armando Russo ha trovato una quadratura di gioco che non passa solo da te, ma anche da Ielo, El Aouina, Rizzieri, Freno. Quanto è importante per te avere compagni così in sintonia e come si bilancia la tua leadership realizzativa con il gioco di squadra?
È fondamentale. Le partite non si vincono mai da soli, ma con la forza del gruppo. La nostra quadratura nasce proprio da questo: non c’è un solo riferimento offensivo, ma più giocatori capaci di incidere. Jacopo (Ielo) è determinante sia in fase realizzativa che difensiva, Said garantisce energia e punti, ma lo stesso vale per Luppino, Freno, Rizzieri. Siamo sei o sette over di livello che possono prendersi responsabilità nei momenti chiave, e questo rende tutto più imprevedibile per gli avversari. A loro si aggiunge un gruppo di under che lavora con grande intensità e mette sempre il massimo in campo. Questa è la nostra vera forza: equilibrio, condivisione e disponibilità al sacrificio. La mia leadership realizzativa si inserisce in questo contesto, ma viene sempre dopo il bene della squadra.
La Pirossigeno arriva a Pellaro da prima (virtuale) della classe, con un roster esperto e tanti giovani di valore. Quale sarà la chiave per metterli in difficoltà e provare a fare vostri i due punti?
L’intensità, la grinta e la voglia di vincere saranno la base del nostro approccio. Sappiamo che la Pirossigeno è prima in classifica e ha un roster di grande valore, con giocatori esperti e giovani molto interessanti. Guardando il loro campionato e anche la media punti, è evidente che il pericolo può arrivare da chiunque. Non è una squadra che dipende da un solo elemento: hanno tante soluzioni e più protagonisti in grado di decidere la partita. Per questo non possiamo “battezzare” nessuno. Non ci concentreremo soltanto su Ginefra o Guzzo, ma tutta la squadra sarà sotto osservazione. Servirà attenzione su ogni possesso e grande compattezza difensiva. L’obiettivo? Far valere il fattore campo e portarci a casa i due punti.