L’allenatore della CCB Academy Catanzaro alla vigilia della sfida contro i rossoblù al PalaPirossigeno: “Squadra giovane ma piena di entusiasmo. Proveremo a togliere ossigeno ai Lupi, ma so che affronteremo la formazione più completa del campionato”. Appuntamento oggi alle 17
Si avvicina il fischio d’inizio del match tra Pirossigeno Cosenza Basket e CCB Academy Catanzaro, in programma oggi alle 17 al PalaPirossigeno. Nell’attesa, abbiamo incontrato Antonio Ceroni, coach della formazione catanzarese, per farci raccontare le caratteristiche della sua squadra e le aspettative verso una delle sfide più attese del girone.
La CCB arriva dall’importante vittoria contro il Belvedere, primo successo in DR1, ma soprattutto porta con sé un’identità precisa: tanti giovani, entusiasmo da vendere e la consapevolezza di dover crescere partita dopo partita. Il coach giallorosso ci racconta come sta affrontando un cammino complesso, tra campionati giovanili e l’esigenza di far maturare i suoi ragazzi sul campo. Dalle parole del tecnico emerge il ritratto di una squadra conscia dei propri limiti, ma anche delle proprie armi: difesa, ritmo e voglia di sorprendere.
E sul match di oggi, Ceroni non nasconde il rispetto per i Lupi di coach Manu Gallo, lanciando una sfida: “Proveremo a togliere loro un po’ di ossigeno”.
Dopo la prima vittoria stagionale contro il Belvedere, come è cambiato l’umore della squadra?
L’umore del gruppo è sempre stato piuttosto stabile, direi sereno. Questi ragazzi hanno un approccio equilibrato, anche dopo la sconfitta con Soverato, che era arrivata in maniera un po’ rovinosa. Va detto che non ci eravamo praticamente mai allenati prima dell’inizio del campionato e questo ha pesato. L’80% del mio gruppo gioca anche nell’Under 19 d’Eccellenza con l’Academy, quindi è complicato trovare continuità e spazi per lavorare insieme. Già nella gara precedente avevamo visto qualche segnale di crescita, ma credo – e spero – che la vittoria di Belvedere possa aver dato ai ragazzi quello slancio necessario per affrontare le prossime partite con maggiore convinzione e ordine.
La CCB è composta da molti giovani. Come gestite il bilanciamento tra l’entusiasmo dei ragazzi e l’esperienza degli elementi più “anziani”?
In realtà di veri “senior” non ne abbiamo. L’unico è Andrea Rosso, che comunque è un 2004… quindi giovanissimo anche lui! La squadra è formata quasi interamente da ragazzi del 2008, con un paio di 2006 e un 2007. Da questo punto di vista c’è sempre tanta freschezza, entusiasmo, corsa e voglia di fare. È il bello delle squadre giovani.
Certo, esiste anche il rovescio della medaglia: un po’ di egoismo, qualche individualismo di troppo, ma è normale a questa età. Stanno crescendo e col tempo impareranno a giocare più di squadra. Anche perché, allenandoci poco insieme, saranno proprio le partite a diventare per noi il vero allenamento.
In questi primi turni si è vista una CCB in crescita. Su cosa state lavorando maggiormente per consolidare la vostra identità di gioco?
Stiamo puntando molto sulla fase difensiva. Deve essere per forza il nostro punto di forza, anche perché siamo una squadra leggera e non particolarmente dotata fisicamente. Solo attraverso l’intensità e la compattezza difensiva possiamo provare a competere con formazioni più strutturate, come quella che affronteremo sabato. È chiaro che al momento non siamo ancora al loro livello, ma la difesa può aiutarci a restare in partita.
Capitolo Pirossigeno Cosenza: cosa temete di più e dove pensate di poterli mettere in difficoltà?
Non ho avuto modo di vederli giocare dal vivo, ma conosco diversi dei loro giocatori, molti dei quali hanno grande esperienza. È una squadra costruita molto bene, tecnicamente solida e fisicamente attrezzata. Per me, la Pirossigeno è la squadra più forte del campionato, insieme a un paio d’altre realtà, ma probabilmente la più completa per organizzazione, roster e staff tecnico. Noi proveremo a giocarcela sull’intensità, cercando di mantenere un ritmo alto per togliergli un po’ di “ossigeno”. Sappiamo che sarà difficilissimo, ma nello sport si parte sempre da 0-0: e questo significa che ogni partita ha la sua storia. L’obiettivo è fare una prestazione dignitosa, dare tutto e mostrare i progressi del gruppo. E poi, per me personalmente, sarà anche una bella occasione per salutare tanti amici dall’altra parte del campo.