Alla vigilia del match casalingo contro la Pirossigeno Cosenza Basket, il tecnico della giovanissima formazione reggina indica la difesa come punto di forza della sua squadra
Una “fabbrica” di giovani talenti. Un progetto che scommette sul territorio. E guarda lontano. È la Botteghelle Reggio Calabria, la prossima avversaria della Pirossigeno Cosenza Basket, reduce da due sconfitte nelle prime uscite in DR1, ma con le idee molto chiare: crescere i propri ragazzi, anche a costo di perdere qualcosa oggi per “raccoglierne” i frutti più in là. Abbiamo incontrato il coach Eugenio Dattola per farci raccontare da dentro questo affascinante cantiere cestistico, tra difficoltà, primi segnali di crescita e la prossima sfida contro i nostri Lupi.
Nonostante i due risultati negativi iniziali, cosa sta emergendo di positivo da questo gruppo molto giovane?
Al di là dei risultati, che al momento contano relativamente, quello che ci interessa è costruire qualcosa nel lungo periodo. L’obiettivo della stagione è lavorare con costanza per far crescere i ragazzi, farli stare in campo con consapevolezza e tirar fuori giocatori che sappiano interpretare bene la pallacanestro. Se poi arrivano anche i risultati, tanto meglio. Ma il focus resta la crescita individuale e collettiva.
Nelle prime uscite, giocatori come Riversata e Curciarello hanno mostrato di poter essere punti di riferimento. Su quali elementi contate per guidare il gruppo in queste prime fasi di campionato?
Sì, Riversata e Curciarello stanno dando un contributo importante, ma anche ragazzi come Costantino, Cimino e Pucciarelli sono fondamentali. Sono loro i più esperti del gruppo, quelli che devono trasmettere ai più giovani la mentalità giusta e aiutarli a fare il salto di qualità. Il loro esempio in campo e negli allenamenti è prezioso per creare coesione e far crescere il livello generale.
Contro Belvedere siete stati sempre in partita e avete reagito bene nei momenti difficili, trovando energia dalla difesa e dalle transizioni veloci. È questa l’identità che volete dare alla squadra?
Assolutamente. Lavoriamo tanto su questo aspetto, per quanto gli allenamenti — non sempre numerosi — ce lo consentano. Puntiamo a costruire la nostra identità partendo dalla difesa, dall’intensità e dalla rapidità nelle ripartenze. La difesa è il nostro punto di forza. È il nostro marchio di fabbrica: da lì vogliamo far nascere anche il gioco offensivo.
Ora vi attende la Pirossigeno Cosenza, reduce da una vittoria convincente al debutto contro la Viola. Cosa vi aspettate da questa sfida?
Mi aspetto un altro passo avanti nel nostro percorso di crescita. Sappiamo benissimo che la Pirossigeno Cosenza è una squadra costruita per vincere, con giocatori esperti e di grande qualità, ma questo non deve intimidirci. Il nostro obiettivo è mettere in campo ciò che proviamo durante la settimana, restando concentrati sul nostro lavoro. Il gruppo è giovanissimo — praticamente l’Under 19, con l’aggiunta di qualche senior — e inevitabilmente commetteremo errori. Ma fa parte del processo: serve tempo, pazienza e la capacità di imparare da ogni partita. Dobbiamo diventare più cinici e meno ingenui, ma lo spirito è quello giusto.