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Ginefra: «Manca la mentalità, ci arrendiamo troppo facilmente»

Il coach della Pirossigeno Under 19 ci racconta la pesante sconfitta di Reggio Calabria: «Nei primi due quarti eravamo lucidi, poi cali di concentrazione e rimbalzi concessi. Fisicamente reggiamo, ma dobbiamo maturare tanto dal punto di vista mentale»

Non cerca alibi, Simone Ginefra. Il tecnico della Pirossigeno Cosenza Under 19 commenta con la consueta schiettezza il pesante ko rimediato sul parquet della Lumaka Reggio Calabria, un 89-56 che lascia il segno e che impone una riflessione approfondita sullo stato di salute del gruppo. «La partita è stata giocata bene nei primi due quarti – ha affermato Ginefra –. Siamo stati lucidi e concentrati per fare una signora partita. Poi, purtroppo, un po’ di cali di concentrazione, un po’ di canestri sbagliati da sotto e anche tanti rimbalzi concessi a loro. Ovviamente la partita si è incanalata nel migliore dei modi per la Lumaka». L’analisi del coach si sofferma anche sui pregi dell’avversario, senza nascondere le difficoltà incontrate dai suoi. «Loro sono una squadra molto dinamica, allenata bene. Hanno difeso a tutto campo. Noi abbiamo magari sbagliato un po’ di scelte offensive». C’è, però, un aspetto che Ginefra tiene a sottolineare: l’impegno difensivo non è mancato. «In difesa non posso dire nulla ai ragazzi: per tre quarti hanno difeso sempre molto bene, tenendo anche l’uno contro uno». Un dato che fa ben sperare, ma che da solo non basta a costruire una vittoria, specialmente lontano dal PalaPirossigeno.

Il tecnico non nasconde poi le difficoltà legate all’infermeria: «Eravamo anche un po’ cortini, perché ci mancavano un paio di giocatori». La vera nota dolente, però, è un’altra. Ed è quella su cui Ginefra punta il dito con maggiore decisione. «Dobbiamo maturare moltissimo – scandisce –. Dobbiamo maturare moltissimo dal punto di vista mentale, perché siamo troppo deboli. Ci arrendiamo facilmente, non abbiamo fame. Di conseguenza, diventa sempre dura poter vincere partite fuori casa». Un’analisi severa ma costruttiva, che parte proprio dalla consapevolezza del lavoro svolto durante la settimana. «Durante la settimana stiamo lavorando bene, continueremo a farlo. Cercheremo di migliorare da un punto di vista prettamente mentale, perché fisicamente reggiamo per quaranta minuti. Adesso dobbiamo migliorare la testa, che purtroppo per larghi tratti è mancata». Il messaggio del coach è chiaro: il potenziale c’è, la condizione fisica pure, ma senza la giusta mentalità – quella fame e quella lucidità che fanno la differenza nei momenti chiave – diventa impossibile competere ad alti livelli, soprattutto in trasferta.

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