Dopo il successo esterno sul campo della Micromega Basket Cosenza, coach Max Arigliano analizza con soddisfazione la prova dei suoi, sottolineando soprattutto la capacità del gruppo di cambiare passo nel corso della gara.
Serve pazienza, serve solidità, serve soprattutto carattere. E la Pirossigeno Cosenza dimostra di averne in abbondanza, imponendosi sul campo della Micromega Basket Cosenza con un convincente 68-47 al termine di una gara che, dopo un avvio complicato, ha visto i lupi di coach Max Arigliano crescere progressivamente fino a prendere il controllo totale del match. Dopo un primo quarto giocato a rilento, in cui i padroni di casa hanno saputo sfruttare l’inerzia iniziale e mettere in difficoltà gli ospiti, i Lupi hanno cambiato marcia già a partire dal secondo quarto. Difesa più aggressiva, maggiore presenza a rimbalzo e rotazioni efficaci hanno permesso ai rossoblù di ribaltare l’andamento della gara, costruendo un vantaggio sempre più ampio fino al definitivo +21.
«Siamo molto contenti della prestazione dei ragazzi, che hanno messo in campo grinta e determinazione per tutta la partita – ha dichiarato coach Max Arigliano –. Non era semplice dopo un primo quarto in cui abbiamo faticato a trovare ritmo, anche per merito dell’ottimo impatto della Micromega. Però la squadra ha saputo reagire nel modo giusto».
Il tecnico sottolinea il cambio di passo dei suoi: «Dal secondo quarto in poi abbiamo alzato l’intensità, soprattutto in difesa, e siamo stati più presenti a rimbalzo. Sono aspetti su cui lavoriamo molto durante la settimana e oggi si sono visti chiaramente». Una crescita che passa anche dal contributo collettivo: «La cosa che mi rende più soddisfatto è la risposta del gruppo. Tutti i ragazzi hanno dato il loro contributo, dimostrando spirito di squadra e grande disponibilità. Questo è il segnale più importante, perché significa che il lavoro quotidiano sta dando i suoi frutti». Infine, il riconoscimento agli avversari: «Faccio i complimenti ai ragazzi della Micromega e a coach Fiertler per la partita disputata e per l’accoglienza ricevuta. È stato un confronto corretto e competitivo, come deve essere nello sport».