Il capitano della Pirossigeno parla del successo sull’Eutimo Basket, nonostante le defezioni dell’ultimo minuto di Vasta e De Grazia. Riconosce il blackout del secondo quarto, ma sottolinea la grinta e la bella prova di squadra
La Pirossigeno Cosenza Basket centra la seconda vittoria consecutiva nella seconda fase del campionato DR2 imponendosi con autorità (54-70) sul parquet dell’Eutimo Basket Locri. Una gara dai molteplici significati, raccontata a caldo dal capitano Davide Durantini, che ha svelato retroscena e emozioni di una serata da incorniciare.
«Purtroppo abbiamo avuto due defezioni all’ultimo minuto – ha affermato Durantini – Vasta, fermato da una forma influenzale improvvisa, e De Grazia. Siamo scesi in campo in otto, compreso Mario Simari Benigno, il nostro under 17. Ma la partenza è stata sprint: contropiede e ottima difesa. Abbiamo sorpreso la squadra avversaria e così abbiamo preso il largo nel primo quarto».
Un avvio folgorante, che sembrava mettere la gara in discesa. Ma nel secondo periodo qualcosa cambia. «I primi due-tre minuti sono andati sulla scia del primo – prosegue il capitano –. Poi loro hanno cambiato difesa, e noi, con rotazioni corte, abbiamo dovuto rifiatare. Abbiamo optato per una zona, e lì i padroni di casa ci hanno messo in difficoltà. Complice qualche decisione affrettata in attacco da parte nostra e la buona verve al tiro degli avversari, che conoscono il campo, abbiamo permesso loro di rientrare».
All’intervallo, il vantaggio si è ridotto a una lunghezza (31-32), ma nello spogliatoio la Pirossigeno ritrova la sua identità. «Nel terzo quarto abbiamo cercato di rimettere in campo la stessa grinta del primo – ha sottolineato Durantini –. Velocità, difesa, calma in attacco, buone conclusioni. Ci siamo cercati, abbiamo segnato tutti, e abbiamo ripreso il vantaggio, portandolo fino alla sirena finale». Infine, Durantini ha messo l’accento sul valore della prestazione: «Fenomenale, la prova di squadra. In condizioni complicate, con otto uomini e tante difficoltà, abbiamo dimostrato di essere grintosi, di non mollare, di superare le avversità. E non era facile: una trasferta a Locri, su questo campo, in questo clima, non è mai scontata. Per questo, onore ai lupi, che stanno trovando una loro identità nella seconda parte del campionato».