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Paolo Pierotti: «La Vis cresce, ma contro la Pirossigeno serve la partita perfetta!»

Il coach della Vis Reggio Calabria presenta la sfida di stasera al PalaPirossigeno contro la capolista: «Affrontiamo una squadra di grande esperienza. Noi puntiamo su intensità e pressione. I progressi dei ragazzi si vedono, ma la strada è lunga. E sulla vittoria dell’Under 17…»

Una squadra giovanissima, un campionato senior competitivo e la voglia di crescere senza paura. Alla vigilia della sfida contro la capolista Pirossigeno Cosenza, coach Paolo Pierotti racconta il percorso della Vis Reggio Calabria, fatto di prestazioni da incorniciare e inevitabili passaggi a vuoto. Con la consapevolezza che l’esperienza in DR1 è il vero banco di prova per i talenti del vivaio reggino. E con la soddisfazione, ancora calda, di aver riportato un titolo Under 17 a Reggio dopo oltre un decennio che non che non arrivava in terra calabrese.

 

La Vis approda a Cosenza dopo un campionato altalenante, fatto di prestazioni da incorniciare alternate a qualche passo falso dovuto all’inesperienza. Come si lavora sulla continuità mentale di un gruppo giovanissimo?

Quando si ha a che fare con un gruppo così giovane bisogna mettere in conto anche questo tipo di percorso. Ci sono partite, come l’ultima contro la Ccb Academy Catanzaro, in cui la squadra riesce a esprimersi davvero bene e a mettere in campo una prestazione di alto livello. In quei momenti, si vede che il lavoro fatto in settimana e i concetti su cui insistiamo iniziano a essere assimilati. Allo stesso tempo, però, è normale che l’inesperienza porti a qualche passaggio a vuoto. Fa parte del processo di crescita. Il nostro compito è continuare a lavorare sugli stessi principi, con pazienza e costanza, ripartendo ogni volta da zero. A volte sembra di fare un passo avanti e quello dopo di dover ricominciare da capo, ma è proprio così che una squadra giovane costruisce la propria maturità. L’importante è non smettere mai di insistere e continuare a credere nel percorso.

 Stasera affronterete la capolista Pirossigeno: che partita ti aspetti e quali possono essere le chiavi per mettere in difficoltà i Lupi nel loro fortino?

Mi aspetto una partita molto impegnativa contro una squadra di grande esperienza come la Pirossigeno, che sta dimostrando per tutto il campionato di avere qualità e solidità. Per quanto ci riguarda, le nostre caratteristiche sono abbastanza chiare: dobbiamo puntare su intensità, aggressività difensiva e grande pressione sul portatore di palla, cercando di non concedere passaggi facili e di spezzare il loro ritmo di gioco. La Pirossigeno è una squadra abituata a gestire bene il pallone e a costruire con ordine, sa sempre dove vuole portare la palla e come sviluppare le proprie azioni. La sfida sarà proprio questa: opporre la nostra energia e la nostra intensità alla loro esperienza e capacità di controllo della partita. All’andata siamo riusciti a restare in partita fino alla fine, segno che possiamo giocarcela. Poi è chiaro che fare pronostici è sempre difficile: molto dipenderà da come interpreteremo la gara e da quanto riusciremo a mettere in campo la nostra identità.

Come stai vivendo questa sfida di guidare un roster così giovane in un campionato competitivo come la DR1 e quali sono i progressi che vedi nei tuoi ragazzi?

È una scelta che abbiamo fatto fin dall’inizio della stagione: partecipare a un campionato senior con un gruppo così giovane significa accettare una sfida impegnativa ma estremamente formativa. In una categoria come la DR1 non si può giocare “da giovani”, bisogna imparare a stare in campo e a ragionare come una squadra senior. È per questo che per i ragazzi rappresenta un’esperienza fondamentale di crescita, un passaggio importante nel loro percorso all’interno dell’Academy e nel loro avvicinamento alla prima squadra. Nel corso della stagione abbiamo visto diversi miglioramenti. Stiamo lavorando molto sui fondamentali, soprattutto sulle scelte individuali e sul gioco di squadra: l’uno contro uno, la qualità dei passaggi, la capacità di muovere la palla. Oggi, tanti ragazzi sono portati più a palleggiare o a cercare subito il tiro, mentre il passaggio e la costruzione del gioco di squadra sono aspetti che vanno allenati con grande attenzione. Da questo punto di vista i progressi ci sono stati e si vedono. I ragazzi stanno capendo sempre di più che per essere efficaci, anche dal punto di vista realizzativo, bisogna stare dentro un sistema di squadra e condividere il gioco. Quanto questi miglioramenti saranno già sufficienti per affrontare una partita importante come quella di stasera lo vedremo sul campo, ma la crescita che sto osservando è sicuramente significativa.

Poche settimane fa hai guidato l’Under 17 alla vittoria del campionato Under 17 Sicilia-Calabria, riportando un trofeo a Reggio Calabria dopo un decennio…

Sì, forse anche qualcosa in più di dieci anni, almeno così mi hanno detto. Al di là dei numeri, però, è stata davvero una grande soddisfazione. Vincere quel campionato è stato il premio per il lavoro fatto durante tutta la stagione e per l’impegno dei ragazzi. Adesso abbiamo iniziato la fase interregionale: avantieri abbiamo fatto il nostro esordio e, nonostante una sconfitta, siamo rimasti in partita fino alla fine contro la squadra che ha vinto il campionato in Campania. Per noi questo è già un segnale importante, perché dimostra che possiamo stare a questo livello e giocarci le nostre carte. Domenica saremo a Pesaro per un’altra sfida molto impegnativa. L’altro ieri, tra l’altro, avevamo anche un’assenza pesantissima come quella di Gianni Mandarà, che per noi è un giocatore fondamentale. Nonostante questo, la squadra ha lottato e ha dimostrato di poter competere. Ora l’obiettivo è provare a toglierci altre soddisfazioni e a lottare per la qualificazione. Non sappiamo se riusciremo a centrarla, ma faremo di tutto per provarci. Affronteremo realtà importanti come Virtus Roma, Brindisi o Roseto: sarà soprattutto una grande occasione di crescita e di confronto per tutti i ragazzi.

 

 

 

 

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