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Luca Laganà: «La Pirossigeno è la squadra più attrezzata. Noi siamo cresciuti oltre le attese»

L’esperto giocatore della Lumaka ci parla del big match di stasera al PalaLumaka: «Contro i Lupi mi aspetto una partita di alto livello tecnico. Il nostro segreto? Essere partiti senza pressioni. Ci sarà una bella cornice di pubblico, un bello spot per il basket calabrese»

Archiviata la sconfitta di Belvedere, la Lumaka si prepara ad affrontare la capolista Pirossigeno Cosenza con la consapevolezza di chi, nonostante qualche passo falso, ha costruito un campionato di tutto rispetto. Abbiamo sentito Luca Laganà, uno dei senior del gruppo reggino, che ci ha parlato del momento della sua squadra, delle qualità dei Lupi e dell’importanza di una sfida che vale doppio in ottica classifica. Con una riflessione sul valore dell’avversario e un appello al pubblico perché sia protagonista nel segno dello sport più vero.

Domenica scorsa a Belvedere è arrivata una sconfitta, 67-63 contro la Gamian Consulting, in una partita punto a punto decisa nei minuti finali. Come si esce da una serata così e come si riparte in vista di uno scontro al vertice come quello contro la Pirossigeno?

Da una serata così si esce da squadra, restando uniti e continuando a fare quello che abbiamo sempre fatto, senza stravolgere le nostre abitudini o mettere in discussione il lavoro costruito finora. A Belvedere siamo stati poco concreti offensivamente: 63 punti segnati parlano chiaro, non è una produzione abituale per noi. È stata una serata storta al tiro e nei momenti decisivi siamo mancati, soprattutto noi più esperti. Io e Gaetano (Romeo), che siamo i senior del gruppo, dovevamo dare qualcosa in più. Belvedere, invece, ha avuto il merito di crederci di più nei possessi chiave e di essere più lucida nei minuti finali. Noi forse abbiamo pagato un po’ di leggerezza o di inesperienza: al di là di me e Gaetano, il resto del roster è composto da ragazzi giovani, e in partite punto a punto certi dettagli fanno la differenza. Detto questo, nell’arco di un campionato in cui abbiamo perso soltanto quattro volte, una battuta d’arresto può starci, soprattutto in un periodo non semplicissimo. La consideriamo una tappa fisiologica del nostro percorso. La prendiamo come esperienza, come lezione utile per crescere e farci trovare pronti nello scontro al vertice contro la Pirossigeno, che per noi ha il sapore di una vera finale.

Anche la capolista Pirossigeno non se la passa benissimo, reduce dalla vittoria casalinga di martedì, nel recupero contro la Botteghelle, i Lupi non sono riusciti ancora a digerire lo stop casalingo di sabato scorso contro Soverato. Che partita ti aspetti dai tuoi avversari?

Capisco perfettamente le difficoltà che si incontrano contro Soverato, perché è una squadra che ti porta fuori dalla tua zona di comfort. Ha un modo di interpretare la pallacanestro molto particolare, grande fisicità in tutti i ruoli e un’intensità costante che finisce per sporcare il ritmo delle squadre più tecniche. Non è semplice affrontarli, soprattutto per chi predilige un gioco più pulito e tecnico. Per questo comprendo ciò che ha vissuto la Pirossigeno contro di loro: è la stessa esperienza che abbiamo fatto noi la settimana precedente. Non è un demerito di chi perde, ma un merito di Soverato, che nelle zone alte della classifica rappresenta una vera mina vagante, capace di mettere in crisi chiunque. Detto questo, il valore complessivo della Pirossigeno non è in discussione. Parliamo probabilmente della squadra più attrezzata per il salto di categoria, con giocatori di altissimo livello per questo campionato, dotati di esperienza, qualità tecnica e solidità fisica. Una formazione costruita per vincere. Sono convinto che anche questi piccoli incidenti di percorso possano essere utili, perché arrivano in una fase particolare della stagione, quella dell’orologio che precede i playoff. Sono partite che servono a fare aggiustamenti, a trovare nuovi equilibri e a prepararsi mentalmente alla fase decisiva. E sono certo che la Pirossigeno saprà trarne beneficio. Che partita mi aspetto? Mi aspetto una partita bella, vera, di alto livello tecnico. Loro giocano a pallacanestro, hanno qualità diffusa e probabilmente il roster con il tasso tecnico più elevato del campionato, se non il più alto in assoluto. Questo significa ritmo, letture, talento individuale ma anche organizzazione collettiva. Per caratteristiche personali, è il tipo di gara che preferisco: sfide in cui conta l’esecuzione, la capacità di interpretare i momenti, l’intelligenza cestistica. Non appartenendo a categorie di gioco esclusivamente fisiche, tendo ad apprezzare confronti di questo tipo, dove la tecnica e le scelte fanno la differenza. Non vedo l’ora di scendere in campo perché sarà una partita bellissima da vivere, sia per chi gioca sia per chi guarda. A Cosenza la cornice di pubblico è stata straordinaria, un’atmosfera degna di una sfida al vertice. Mi auguro che anche Reggio sappia ricreare lo stesso contesto: quando il palazzetto risponde presente, queste partite diventano ancora più speciali.

Nonostante l’ultimo ko, il vostro cammino resta di tutto rispetto: siete terzi in classifica e avete dimostrato solidità per tutto l’anno. Qual è il segreto di questa continuità?

Il segreto è la spensieratezza. Siamo partiti senza pressioni e senza obiettivi di classifica dichiarati, se non quello fondamentale di far crescere questi ragazzi e permettere loro di vivere un’esperienza senior vera. Accanto a loro ci siamo noi due “vecchietti”, che proviamo a fare da guida e da punto di riferimento, ma l’anima della squadra resta giovane. La leggerezza è stata la nostra forza: ci ha consentito di affrontare ogni partita con entusiasmo, senza l’ansia del risultato a tutti i costi. Questo ci ha portato a fare un campionato addirittura superiore alle aspettative. Possiamo dirlo serenamente: non immaginavamo di trovarci così in alto, nemmeno adesso, in un momento un po’ meno brillante rispetto alla prima parte di stagione. Siamo terzi, ma soprattutto siamo cresciuti. E attorno alla squadra si percepisce entusiasmo, anche nel settore giovanile. I ragazzi delle altre categorie vengono a tifare, si riconoscono in questo gruppo, sognano di poter fare lo stesso percorso. Per una società come la nostra, che lavora principalmente con i giovani, questo è il risultato più importante: creare appartenenza, entusiasmo e dare ai più piccoli la voglia di arrivare un giorno a giocare a questi livelli e magari fare anche meglio di noi.

Chiudiamo con il pubblico: il PalaLumaka è un campo caldo e domenica si preannuncia una cornice importante, anche perché dall’altra parte arriverà la colorata e chiassosa tifoseria cosentina. Quanto può incidere il fattore ambientale e che messaggio vuoi lanciare ai vostri tifosi in vista di questa sfida?

Mi auguro che sia una cornice all’altezza della partita che ci aspetta. Non manca davvero nulla per parlare di una sfida di categoria superiore: due squadre di vertice, un palazzetto caldo, una tifoseria appassionata e anche una presenza importante da Cosenza, colorata e rumorosa come sempre. Sono ingredienti che rendono questo appuntamento speciale. Il fattore ambientale può incidere, certo. Il PalaLumaka è un campo che sa farsi sentire, ma deve essere un’energia positiva, capace di spingere e non di condizionare. Abbiamo visto che anche la designazione arbitrale è di esperienza, quindi sono convinto che ci siano tutte le condizioni per vivere una gara intensa ma corretta. Poi sta a noi giocatori dare il primo esempio. Parliamo di due società che hanno un grande seguito giovanile: tanti ragazzi guarderanno questa partita dagli spalti. Dobbiamo trasmettere valori, rispetto, educazione sportiva. Il mio augurio è che sia uno spettacolo vero, una grande giornata di sport e uno spot positivo per tutto il movimento calabrese.

 

 

 

 

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