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Sbv Reggio Calabria, Antonio Smorto è pronto per sfidare la Pirossigeno

L’intervista esclusiva al top scorer della DR1 alla vigilia dello scontro al vertice di oggi pomeriggio (ore 16, Palestra Archi) tra la sua Scuola Basket Viola e la capolista Cosenza

Antonio Smorto non ha dubbi. Per il miglior marcatore del campionato di DR1, la Pirossigeno Cosenza è la squadra da battere. A poche ore dal big match – oggi alle 16 alla Palestra Archi di Reggio Calabria –, il giocatore simbolo della Scuola Basket Viola si mostra rispettoso ma determinato. Smorto svela il suo approccio meticoloso, lo stesso che lo porta in palestra con largo anticipo nonostante gli impegni da professionista e imprenditore, e racconta l’ambiente speciale creato in una squadra giovanissima. Dopo la schiacciante vittoria contro la Lumaka, l’obiettivo è replicare la stessa grinta e concentrazione per provare a scalfire la solidità dei Lupi.

 

Sei il miglior realizzatore del campionato. Come ti prepari mentalmente e tatticamente per una sfida come quella contro la Pirossigeno?

La Pirossigeno ormai è a tutti gli effetti la testa di serie del campionato, la squadra da battere. Lo avevo già detto dopo la gara d’andata: affrontarla significa misurarsi con una realtà strutturata a 360 gradi, dall’organizzazione societaria al palazzetto, dal tifo fino a un roster che, a mio avviso, ha un livello superiore alla categoria. Una sfida del genere si prepara quasi da sola, perché ti dà tutte le motivazioni possibili. Personalmente affronto ogni partita con lo stesso approccio, indipendentemente dal campionato o dall’avversario. Arrivo al palazzetto con largo anticipo, cerco di entrare mentalmente nella gara e di prepararmi nel modo più corretto possibile. Sono convinto che la partita della domenica sia il riflesso del lavoro settimanale. Anche se oggi mi occupo di altro, tra l’apertura di un ristorante e lo studio professionale con mio padre, continuo a dedicare molto tempo agli allenamenti, soprattutto la sera. È un’attitudine che porto con me da anni e che credo faccia la differenza, insieme ovviamente alla qualità tecnica.

La grandissima vittoria contro la Lumaka, altra pretendente al salto di categoria, ha inviato un segnale forte al campionato…

In questo momento ci sono alcune squadre chiaramente davanti a tutti, e noi sappiamo di non rientrare ancora in quella fascia: siamo un gruppo molto giovane. I risultati che stiamo ottenendo, però, nascono non solo dalle qualità individuali, ma soprattutto dall’ambiente che si è creato all’interno della squadra. C’è grande disponibilità, grande apertura, anche nei confronti di un giocatore come me che ha un ruolo importante in termini di punti e responsabilità. La partita contro la Lumaka è stata l’esempio perfetto di questa amalgama, una squadra che gioca insieme, che si diverte e che riesce a esprimere una prestazione di altissimo livello, arrivando a vincere con 31 punti di scarto contro un’avversaria molto attrezzata come la Lumaka. Questo spirito, questa intensità e questa concentrazione sono la vera chiave per provare a ripeterci anche contro la Pirossigeno.

Inutile nasconderlo, questo match è uno scontro diretto al vertice che potrebbe essere decisivo per gli equilibri della classifica…

Personalmente vivo per partite come questa. Negli ultimi anni ho sempre giocato da professionista in squadre che puntavano a vincere e mentalmente sono pronto a sfide di questo livello. Anzi, non vedevo l’ora di potermi confrontare di nuovo con la Pirossigeno in condizioni diverse rispetto all’andata. In quella occasione, infatti, arrivai alla partita in una situazione tutt’altro che ideale: la mattina ero a Milano per un volo perso il giorno prima, sono partito all’alba, arrivato a Reggio in pulmino e poi direttamente in campo. Giocare questa volta in casa, con i miei ritmi e le mie abitudini, mi dà sicuramente maggiore serenità. Per quanto riguarda la squadra, credo che sarà una sfida simile a quella contro la Lumaka. Un’altra occasione importante per misurarci e capire se il lavoro iniziato tra agosto e settembre sta davvero producendo risultati, non solo in termini di classifica ma soprattutto di crescita individuale e collettiva.

Sei il leader realizzativo della squadra e non solo: come affronti il duello con una difesa aggressiva e fisica come quella dei “Lupi”?

Cerco prima di tutto di leggere l’andamento della partita. Ormai sono abituato a difese che si concentrano molto su di me, soprattutto quando affrontiamo squadre fisiche e aggressive. Questo, però, spesso apre spazi importanti per i miei compagni. Lo si è visto anche nell’ultima gara a Belvedere, dove Nucera è entrato in campo e ha segnato subito otto punti nel primo quarto. Non sono un giocatore focalizzato esclusivamente sul realizzare, la priorità resta sempre vincere. Se la difesa avversaria mi toglie soluzioni, significa che qualcun altro è libero e ho compagni di grande qualità pronti a prendersi responsabilità. In casa, poi, questo aspetto emerge ancora di più, grazie a elementi come Sorbara, che è l’altro esterno e rappresenta uno dei punti di riferimento offensivi della squadra. L’importante è rimanere lucidi, leggere le situazioni e fare la scelta giusta per la squadra.

 

 

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