L’esperto giocatore della Sideco Basketball Lamezia, avversaria di oggi della Pirossigeno, racconta il suo ruolo di guida in una squadra di giovani. «Cerco di trasmettere attenzione ai dettagli e spirito di sacrificio»
Poco prima del fischio d’inizio della sfida al PalaPirossigeno contro la Pirossigeno Cosenza, abbiamo incontrato Alfredo Lazzarotti, l’uomo esperto chiamato a guidare il giovane gruppo della Sideco Basketball Lamezia. In un’intervista schietta, il giocatore analizza le dinamiche di una squadra in costruzione, dove l’entusiasmo dei tanti under deve fare i conti con la durezza del campionato di DR1. Svela le difficoltà più ricorrenti e i punti di forza di una formazione che punta tutto sulla crescita. E non nasconde il rispetto per i Lupi, ricordando però che una delle migliori prestazioni stagionali della sua squadra è arrivata proprio contro i rossoblù.
In una squadra molto giovane come la Sideco Basketball Lamezia, il tuo ruolo di giocatore esperto è fondamentale. In che modo cerchi di guidarli?
Cerco sempre di dare il miglior contributo possibile, soprattutto con i consigli. Non è semplice, perché guidare un gruppo così giovane è un compito impegnativo, ma ci metto sempre il cuore. Provo a trasmettere esperienza, atteggiamento e attenzione ai dettagli, sia in allenamento che in partita. A volte basta una parola al momento giusto, altre volte l’esempio sul campo. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a crescere, individualmente e come squadra.
In ogni gara, la squadra mostra sempre grande entusiasmo e combattività. Su quali aspetti positivi del vostro percorso state lavorando?
Durante le partite cerco di mettere sempre la mia esperienza al servizio della squadra. A volte questo significa anche sacrificare qualcosa a livello personale, ma fa parte del ruolo. Lavoro molto sull’equilibrio del gruppo, sul mantenere la calma nei momenti difficili e sull’aiutare i ragazzi a fare le scelte giuste in campo. Cerco di trasmettere fiducia, attenzione ai dettagli e spirito di sacrificio. Più che con le parole, credo che l’esempio sia la cosa più importante: allenarsi forte, restare concentrati e dare sempre il massimo per il bene della squadra.
Qual è, secondo te, la principale difficoltà che una formazione giovane come la vostra incontra nel campionato di DR1, e qual è invece il vantaggio?
Il lavoro che stiamo portando avanti è improntato sulla gradualità e sulla costruzione, senza cercare scorciatoie o risultati immediati. L’obiettivo principale resta la crescita dei ragazzi, sia sotto il profilo tecnico-tattico che mentale, aumentando progressivamente il loro bagaglio di esperienza e la capacità di leggere le situazioni di gioco. Il gruppo è caratterizzato da un evidente divario generazionale, con molti giovani affiancati da pochi elementi esperti, e questo richiede un lavoro costante sull’equilibrio, sui tempi di gioco e sulla gestione dei momenti della partita. La posizione in classifica, inoltre, incide sull’aspetto emotivo: spesso l’ansia di dover vincere porta a perdere lucidità, soprattutto nelle fasi decisive, generando errori banali, forzature e cali di concentrazione che paghiamo a caro prezzo. Stiamo quindi lavorando molto sulla continuità, sulla qualità delle scelte e sulla gestione del ritmo, cercando di limitare le palle perse e migliorare l’organizzazione nei momenti di pressione. Se riusciremo a trasformare entusiasmo e intensità in maggiore solidità e consapevolezza, sono convinto che nella seconda parte di stagione il lavoro quotidiano potrà tradursi anche in risultati.
Affronterete una delle capoliste, la Pirossigeno Cosenza. Su cosa punterete per provare a metterli in difficoltà?
Affronteremo una delle squadre più forti del campionato, una formazione molto organizzata, con grande esperienza, che corre, difende e sa gestire bene i ritmi della partita. Proprio per questo dovremo pensare soprattutto a noi stessi, a fare la nostra partita senza snaturarci. Paradossalmente, una delle nostre migliori prestazioni stagionali è arrivata proprio contro di loro, anche se poi il risultato non ci ha premiato. Da lì dobbiamo ripartire: mettere in campo intensità, concentrazione e spirito di sacrificio, cercando di restare in partita il più a lungo possibile. L’obiettivo è dare tutto, evitare cali di attenzione e dimostrare di essere competitivi, indipendentemente dall’avversario.