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Ceroni: «Contro la Pirossigeno servono 40 minuti di massima attenzione»

Il coach della Ccb Academy Catanzaro presenta la sfida di oggi pomeriggio alle 17 al PalaGreco. Dopo il ko di Belvedere e in mezzo a tante difficoltà (pochi allenamenti, infortuni), l’obiettivo è giocare con serenità e coraggio

Una sfida tra due mondi opposti. Da una parte la Pirossigeno Cosenza, solida e organizzata con ambizioni di promozione. Dall’altra la Ccb Academy Catanzaro, giovane collettivo in piena fase di costruzione e alle prese con un finale di girone di andata complicato da qualche infortunio. A poche ore dal match (ore 17, PalaGreco), il coach giallorosso Antonio Ceroni non nasconde le difficoltà, ma vuol provare a rendere la vita difficile ai Lupi con intensità difensiva, ritmo e, soprattutto, una concentrazione ininterrotta per tutti i 40 minuti, cosa che all’andata – nella sconfitta 103-71 – non riuscì.

Dopo la pesante sconfitta subita a Belvedere (79-50), come avete lavorato in questi giorni per ritrovare il morale e la concentrazione in vista della sfida di sabato?

La sconfitta di domenica, per quanto pesante, rientrava purtroppo in un quadro che conosciamo bene. Da circa un mese, già prima della fine del girone d’andata, stiamo affrontando le partite in condizioni complicate: ci alleniamo poco e male, abbiamo diversi infortunati e molti ragazzi scendono in campo acciaccati. Tutto questo incide, inevitabilmente, anche sul morale. In questi giorni stiamo cercando soprattutto di dare una scossa dal punto di vista mentale, con l’obiettivo di chiudere il campionato nel modo più dignitoso possibile. Il calendario non aiuta, perché si gioca subito e c’è poco tempo per riflettere: bisogna rimettere la testa sul campo e andare avanti

All’andata, contro la Pirossigeno, la vostra squadra – seppur non demeritando – ha subito una sconfitta netta (103-71). Cosa avete imparato da quel primo confronto che potrà esservi utile nel match di ritorno, stavolta tra le mura amiche?

Una delle costanti negative del nostro campionato sono stati i blackout di concentrazione. Anche all’andata, a Cosenza, siamo rimasti in partita fino a quando abbiamo avuto quei due minuti di calo che ci sono costati un parziale pesante, poi gestito dagli avversari fino alla fine. La lezione è chiara: contro squadre di questo livello bisogna restare sul pezzo per tutti i 40 minuti. Sappiamo bene che il divario tecnico esiste e non lo nascondiamo, ma proprio per questo vogliamo provare a giocare con maggiore serenità, senza pressione, consapevoli di non avere nulla da perdere. Se riusciremo a farlo, magari con un po’ di freschezza mentale, potremo restare in partita più a lungo

Oltre all’intensità difensiva, marchio di fabbrica della Ccb, su quale aspetto punterete per provare a portare il match dalla vostra parte?

Non credo ci siano molte alternative: la nostra strada passa da difesa, intensità e aggressività. Dovremo cercare di togliere ritmo e tempo di ragionamento ai giocatori di maggiore caratura che Cosenza ha nel roster. Questo è il nostro marchio di fabbrica. L’idea è anche quella di provare a correre di più, sfruttare il campo aperto, perché rendiamo meglio in transizione rispetto alla difesa schierata. Sappiamo che fisicamente non partiamo avvantaggiati, è una difficoltà che ci portiamo dietro dall’inizio della stagione, ma dobbiamo comunque provare a giocare una partita energica e coraggiosa.

Per i vostri giovani, questo campionato è soprattutto un percorso di crescita. Cosa vi aspettate, in termini di maturazione e apprendimento, da una sfida contro un avversario che mira alla promozione?

Dopo un inizio davvero complicato avevamo trovato una certa continuità, ma tra squalifiche e infortuni, a partire dalla gara con la Viola, abbiamo perso nuovamente lucidità. Giocare costantemente con rotazioni ridotte e atleti non al meglio rende tutto più difficile. Speriamo ora di attraversare una fase un po’ più tranquilla e di riuscire a raccogliere qualche punto da qui alla fine. Questo campionato, come t’ avevo già detto precedentemente, per noi ha avuto soprattutto un obiettivo formativo: dare minuti ed esperienza ai ragazzi più giovani. È un torneo molto dispendioso dal punto di vista fisico, ma proprio per questo può rappresentare un’importante occasione di crescita. L’auspicio è che, al termine del percorso, questi ragazzi abbiano acquisito non solo forza e resistenza, ma anche maturità tecnica e mentale, elementi fondamentali per poter ambire in futuro a qualcosa di più. Lavorare sui giovani resta la strada maestra, anche se sappiamo bene che, tra il dire e il fare, qui da noi le difficoltà non mancano.

 

 

 

 

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